Il responsabile paghe e contributi è una figura di grande importanza, che gestisce ogni aspetto legale, fiscale, contributivo, sindacale e legato alle retribuzioni del personale; è presente nella quasi totalità delle organizzazioni, sia pubbliche che private, come responsabile della specifica attività. Nelle imprese di maggiori dimensioni, con un organico numeroso, esiste un ufficio apposito di contabilità del personale, composto di più addetti e diretto da un coordinatore.

Di solito è un dipendente dell'azienda, a volte inserito direttamente come quadro, in base all'esperienza, ma può operare, come descritto sopra, anche come consulente esterno.
L'orario di lavoro è quello normale di ufficio sebbene il carico di lavoro sia discontinuo: alcuni momenti sono particolarmente onerosi, in corrispondenza con la fine del mese, con le scadenze fiscali (dichiarazioni Irpef, Iva, ecc.) e per il calcolo delle tredicesime a fine anno o delle quattordicesime.
La retribuzione si modifica in relazione sia al settore produttivo dell'azienda, sia al livello di inquadramento. Si va da 20-25 ai 30- 35.000 euro lordi annui.
Del tutto diverso il percorso dell'esperto in paghe e contributi che scelga di svolgere la libera professione: in questo caso la figura si assimila a quella di consulente del lavoro, esterno all'azienda, che deve essere iscritto all'Albo relativo, e che viene retribuito con un contratto di consulenza.
Nella versione consulenziale può anche far parte di studi professionali associati che forniscono servizi per la gestione dell'attività paghe e contributi.

La gestione delle retribuzioni rappresenta un onere rilevante per l'impresa e le attività del responsabile paghe e contributi sono connesse sia alla fase amministrativa propriamente intesa sia a quella delle relazioni interne con il personale, sull'inquadramento, le carriere, gli incentivi, i benefit, gli avanzamenti.
Sebbene ovviamente delimitato dai vincoli della normativa fiscale, contributiva e sindacale, il ruolo del responsabile paghe e contributi è caratterizzato da una notevole autonomia e le direttive provengono dal direttore amministrativo o dal direttore del personale.
Nelle piccole aziende la funzione può essere svolta da un'unica figura del settore amministrativo, che si occupa sia di contabilità del personale sia di altri aspetti dell'amministrazione; oppure, nelle imprese con pochi addetti, il ruolo può essere affidato ad un consulente esterno.
Questo profilo nasce ai tempi delle prime industrie, che iniziarono a darsi una struttura organizzativa nel rapporto economico tra lavoratori e datori di lavoro, e si è consolidato in seguito con la diffusione dei contratti di dipendenza e dei contratti collettivi nazionali.
È una figura che rimane centrale a tutt'oggi, dato che la legislazione vigente è molto articolata, ed è frequente che un'azienda sia composta sia da personale dipendente sia da una serie di collaboratori con vari livelli di autonomia (consulenti, personale interno coordinato ma non dipendente, addetti part time, tele-lavoratori, ecc.), a cui corrispondono diversi tipi di contratto e di adempimenti.

Fonte :ISFOL